giovedì 3 maggio 2018

Solidarietà con Nadia Lioce.

AGGIORNAMENTO SULLA PETIZIONE

4 maggio: Presidi a L'Aquila e in altre città, in solidarietà con Nadia Lioce, contro il 41 bis

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Italia
3 MAG 2018 — In solidarietà con Nadia Lioce, contro la tortura del 41 bis e la criminalizzazione di chi lo combatte, domani, 4 maggio, in occasione della nuova udienza per la protesta di Nadia si terranno presidi davanti ai tribunali di L'Aquila, Taranto, Palermo, Ravenna e altre città. A Bergamo ci sarà un presidio nella zona più popolare ed affollata della città, presso il piazzale della stazione:

https://paginecontrolatortura.noblogs.org/categoria/appuntamenti/
http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/2018/05/venerdi-4-maggio-presidi-laquila-e-in.html

Sono passati 13 anni da quando Nadia è rinchiusa all’interno delle sezioni di 41bis, che lo scorso settembre le è stato prorogato, ancora una volta, per altri 2 anni.

Nadia Lioce per la sua protesta, rischia l'applicazione anche dell'articolo 14 bis, con ulteriore peggioramento delle sue condizioni detentive. Ma Nadia Lioce, con la sua protesta, ha messo a nudo il "re", mostrando a tutti l'orrore del 41 bis.

Sepolta viva, neanche la lettera di "Panorama" le hanno consegnato, "perché le condizioni detentive dei soggetti in 41 bis possono essere valutate tramite atti ufficiali". E gli "atti ufficiali" sono quelli del Governo, dello Stato, sono quelli che parlano di epilessia o aneurisma o di autolesionismo quando una persona detenuta muore nelle loro mani. Sono quelli che condannano alla morte civile oltre 700 detenuti e detenute in Italia. Sono gli atti, anzi, i misfatti, di una giustizia borghese che rinchiude decine di migliaia di poveri nelle proprie galere, che usa il carcere come discarica sociale e il 41 bis come l'elemento di deterrenza più alto nei confronti delle lotte sociali. La lotta di Nadia, perciò, è una lotta che riguarda tutti e tutte, perché ci mostra l'essenza stessa del 41 bis, che è una minaccia per tutti quelli che ancora si battono per un mondo migliore, per una società giusta, per una nuova, reale democrazia.

31 persone sono state condannate per aver denunciato tutto questo, durante i presidi che si sono svolti a L'Aquila il 24 novembre scorso. Noi risponderemo a questa ingiusta repressione non solo a L'Aquila, ma anche in altre città, perché il 41 bis è tortura, perché la solidarietà non è un crimine, perché lottare per un mondo migliore è giusto e necessario


In allegato l'articolo di Panorama e a questo link ( https://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2018/05/opuscolo-mensa-ok.pdf ), un opuscolo sull'importante assemblea che si è tenuta a Napoli il 19 aprile