martedì 28 giugno 2022

Lugano e l'Ucraina

 Lugano e l'Ucraina

"Distanti ma vicini" si diceva ai tempi, non ancora passati, del Covid. Poi Lombardi ci ha messo del suo aggiungendo che tutto l'ambaradan non sposterà di una frazione di millimetro il contesto politico-militare che era, è e resterà globale. Tradotto significa che dovranno per forza vedersela Putin e Biden, le scartine possono contare a scopa, non a questi livelli.

Bene, in attesa che i due si ravvedano per reciproca impotenza ad imporsi, evitiamo a Lugano sceneggiate di sicurezza inutili e utilizziamo i soldi dei contribuenti, già ampiamente saccheggiati per Cornaredo, in modo più responsabile. Con tutti i difetti immaginabili i cittadini sulle rive del Ceresio se lo meritano.


https://www.bluewin.ch/it/attualita/regionali/a-lugano-i-primi-mezzi-militari-1278489.html

lunedì 13 giugno 2022

Acciuga (un racconto per l'Estate)

 Cinquanta chili in un metro e ottanta di altezza; Come potevano chiamarlo altrimenti? Era l'amico di ferro del nonno, più di un fratello, bastava guardarli e capivi che erano una cosa sola, insolita anche nei difficili anni del secondo dopoguerra toscano. I maligni cinguettavano che non erano "normali" facendo finta di non sapere che "il Bersagliere", nomignolo affibbiato al nonno per i suoi trascorsi nella Grande Guerra, l'aveva salvato da un linciaggio per questioni di donne durante una festa di paese. Da lì in poi sempre assieme e naturalmente io con loro. Le scampagnate all'Arno, la frutta colta sugli alberi, le soste alla capanna del Ciampoli, improvvisato take a way anni 50 sull'argine del fiume, lo sfarfallio delle lucciole che ci accompagnavano quando facevamo tardi a rientrare in bicicletta, sono  fra i momenti più belli della mia gioventù. Mi diceva: Se desideri un frutto arrampicati sui rami, all'albero piace se gli sgattaioli sopra e ti ricompenserà per lo sforzo profuso. Oppure: Non ci sono buoni e cattivi, solo uomini e donne che il caso e la convenienza spingono ad essere ora i primi, ora gli altri. Le promesse si mantengono e i favori si ricambiano, i se e i ma lasciali ai politicanti e ai ciabattoni. Bei tempi, finiti all'improvviso come capita spesso ai comuni mortali.

Quando il nonno si ammalò per complicazioni dovute a un diabete tignoso, Acciuga venne a prendermi prima di andare a fargli visita. Lo trovammo nel dormiveglia del pomeriggio, ma sarebbe più corretto dire intontito da chissà quanti farmaci, cosa che si faceva allora e, democraticamente, pure oggi per giustificare l'innalzamento della speranza di vita. Non saprei dire se ci riconobbe e non me la sentii di restare a lungo in quella camera. Acciuga mosse la testa come per dire "vai, ti raggiungo subito" e l'ultima cosa che vidi prima di uscire fu lui che si chinava sul nonno. Ci ritrovammo all'entrata e mi riaccompagnò a casa senza dire una parola. Fu l'ultima volta che lo vidi, anche perché dopo due anni il babbo e la mamma si spostarono a nord per motivi di lavoro. Erano i primissimi anni sessanta, quelli del "miracolo economico" che, come sempre accade, privilegia solo chi i soldi ce li ha già, ma questa è un'altra storia. Il nonno fu trovato privo di vita proprio la sera dopo la nostra visita, collasso cardiaco dissero, e tutti presero per buona la diagnosi clinica. Io no e, sono certo, neanche Acciuga; Lui era uno di parola.


venerdì 20 maggio 2022

Utili idioti

 Per cosa si muore in Ucraina

Ormai tutti sanno  quello che all'inizio  non si poteva neanche accennare, cioè che la guerra in Ucraina può essere fermata con un colloquio diretto fra Putin e Biden, perché dietro le velleità neocoloniali della Russia c'è un confronto fra potenze deboli e in declino, una già declinata e l'altra declinante, spaventate dal rischio di impotenza e per questo restie a cedere anche un millimetro di territorio alla controparte.

In mezzo c'è lo stoccafisso  Zelensky, che dopo le montagne di retorica nazionalista  con cui è stato alimentato dall’Occidente a reti unificate, rischierebbe di essere travolto se solo tentasse un negoziato per una “vittoria mutilata” dopo centinaia di miliardi in armi e aiuti fatti proprio a nascondere una compattezza atlantica rachitica.

Autogol di Putin che ha lavorato alla propria peggior condizione ? Forse, ma pessima  notizia per chiunque sia in ansia per la sorte del pianeta, con la possibile ri-nuclearizzazione di quel residuo braccio di mar Baltico rimasto fino ad oggi “neutrale”. Svedesi e finlandesi si sentiranno (ancora forse) più sicuri, ma il mondo lo sarà sempre di meno.


lunedì 4 aprile 2022

Sulla denazificazione

La denazificazione è una buffonata tanto quanto l’esportazione della “democrazia” a suon di cannonate, basi militari e destabilizzazioni che ogni area del pianeta ancora indipendente ha dovuto sopportare – per fortuna non sempre finendo sconfitta – dalla caduta del muro ad oggi. Ma se la “denazificazione” attualmente non esiste – anche se speriamo che tra le ricadute dell’invasione ci sia l’annichilimento del più alto numero di nazisti presente sul territorio – i nazisti, dal confine polacco al confine russo, ci sono eccome. E fanno sorridere tutti coloro che per contrabbandare la loro svolta filo-europeista o per non dover smentire che il cavallo su cui avevano puntato si è rivelato un cavallo nazista, oggi sostengono che «i nazisti ci sono su entrambi i fronti».

cfr. MILITANT: La guerra nella guerra

domenica 3 aprile 2022

Le ragioni nascoste

Quella che oggi viene chiamata "resistenza ucraina"ha fatto negli anni passati 14000 morti in Donbass e nella zona orientale del paese.

Memoria corta o, meglio, morta?