lunedì 17 febbraio 2020

La politica del Carnevale a Lugano (Svizzera felix)


Chi vuol esser lieto sia


Se ancora qualcuno nutriva dubbi su cosa poteva essere il giornalino del Carnevale di Lugano, l’edizione 2020 glieli toglie: Organo ufficiale dell’esecutivo cittadino.
Fra una bischerata e l’altra snocciola, senza timore di suscitare perplessità in chi se lo troverà fra le mani, le dritte degli sceriffi di Palazzo Civico per le prossime scadenze elettorali, con l’alibi sempre pronto che ogni scherzo (eufemismo) in questi tempi vale.
Il Borradori - pensiero sta tutto in cinque righe di prima pagina: Aeroplani o campi di patate, stadio o strade( che poi si risolverà in stadio e strade), torri o tori, lungolago o lungo sonno, Campo Marzio o campo marcio. Il tutto con i soldi dei contribuenti ai quali si avrà ancora la faccia tosta di chiedere di tirare la cinghia per ripianare gli investimenti buttati sull’aeroporto. Manca, come si può vedere, la battutaccia sul destino dei Molinari (Centro sociale autonomo), ma a questo ci pensa già un altro giornalino, settimana dopo settimana.
Un oncia di verità però la dice: Viviamo in una città stupenda ma non ci basta, vogliamo farci male a prescindere. Eh sì, di rilievo Lugano ha il paesaggio entro cui è insediata, ma bersagliato, aggredito, vessato da faccendieri, impresari, fiduciari e politici di basso profilo e alta considerazione solo per la finanza.
Tutto qui, cose già note ai più che però nel segreto dell’urna restano sempre disattese, salvo qualche impercettibile spostamento “verde” che presto si uniformerà al grigio, come già avvenuto per quelli che si definivano rossi. Evidentemente in questo Cantone si fa fatica ad essere intelligenti.
Così vanno le cose, chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza: Oppure si, ma non ve lo dico perché il martire non è mai stato il mio mestiere.



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