Chi vuol esser lieto sia
Se ancora qualcuno nutriva dubbi su cosa poteva essere il giornalino
del Carnevale di Lugano, l’edizione 2020 glieli toglie: Organo ufficiale
dell’esecutivo cittadino.
Fra una bischerata e l’altra snocciola, senza timore di suscitare
perplessità in chi se lo troverà fra le mani, le dritte degli sceriffi di
Palazzo Civico per le prossime scadenze elettorali, con l’alibi sempre pronto
che ogni scherzo (eufemismo) in questi tempi vale.
Il Borradori - pensiero sta tutto in cinque righe di prima
pagina: Aeroplani o campi di patate, stadio o strade( che poi si risolverà in
stadio e strade), torri o tori, lungolago o lungo sonno, Campo Marzio o
campo marcio. Il tutto con i soldi dei contribuenti ai quali si avrà ancora la faccia
tosta di chiedere di tirare la cinghia per ripianare gli investimenti buttati
sull’aeroporto. Manca, come si può vedere, la battutaccia sul destino
dei Molinari (Centro sociale autonomo), ma a questo ci pensa già un altro giornalino, settimana dopo
settimana.
Un oncia di verità però la dice: Viviamo in una città stupenda
ma non ci basta, vogliamo farci male a prescindere. Eh sì, di rilievo Lugano ha
il paesaggio entro cui è insediata, ma bersagliato, aggredito, vessato da
faccendieri, impresari, fiduciari e politici di basso profilo e alta
considerazione solo per la finanza.
Tutto qui, cose già note ai più che però nel segreto
dell’urna restano sempre disattese, salvo qualche impercettibile spostamento
“verde” che presto si uniformerà al grigio, come già avvenuto per quelli che si
definivano rossi. Evidentemente in questo Cantone si fa fatica ad essere
intelligenti.
Così vanno le cose, chi vuol esser lieto sia, di doman non
c’è certezza: Oppure si, ma non ve lo dico perché il martire non è mai stato il
mio mestiere.
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