giovedì 25 maggio 2023

Le tasse dei "cumenda" in Ticino

 https://mps-ti.ch/2023/05/i-ricchi-sanno-far-di-contoperche-i-globalisti-pagano-volentieri-piu-imposte/

martedì 2 maggio 2023

Dopo il solito 1° maggio

Momenti di ieri e di oggi

Il nome di battaglia del nonno era "fischio", ma in sezione dopo il '45 lo chiamavano "fiuto".Decorato nella Grande Guerra e "irregolare" nel biennio precedente la Liberazione, nel Partito era prima rispettato, poi sopportato con indulgente simpatia.Insomma, come si dice oggi "hai ragione ma non voglio litigare con gli altri per avertela data". Arrivò il '56  con il rimpasto  (la chiamarono rotazione) dei dirigenti a tutti i livelli, giù giù fino alle sezioni più periferiche. Una sera, in sezione, presenti alcuni pezzi grossi regionali, decise di rompere gli argini: "Potete giustificarlo come vi pare e piace, ma se andiamo avanti così fra meno di venti anni ci presenteremo alle elezioni assieme ai democristiani". Silenzio di tomba, nessuna replica e la cosa finì lì. Due anni dopo non rinnovò la tessera del Partito, ma la Segreteria decise di farlo al suo posto, a vita.

Quella tessera da tempo è sgattaiolata fra i miei libri, discreta , lontana dall'odierno protagonismo politico on-line e, penso, gli avrebbe fatto piacere. Le volte che mi capita fra le mani chiudo gli occhi e l'annuso, come fanno i collezionisti per i testi vintage, prima di rimetterla dov'era. Allora mi scappa sempre la solita frase: "Avevi ragione, non te l'hanno mai detto ma è come se l'avessero sempre fatto".

Così va il mondo, più o meno.


mercoledì 19 aprile 2023

Il valore della sconfitta

      "Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta.

Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce.
A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccato.
A non divenire uno sgomitatore sociale a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo in questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente (figuriamoci il futuro), a tutti i nevrotici del successo dell'apparire del diventare.
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco."


Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

venerdì 7 aprile 2023

Elezioni Cantone Ticino

 Chi non perde, vince?

Sembrerebbe di sì, da tempo, anche se i numeri dicono altro, per esempio che vince il Ticino apartitico/apolitico con la scheda senza intestazione e sempre meno votanti.

Sui contendenti nessuna nuova, a parte qualche donzella imbellettata, un dottore distratto (?), le solite due "bocce ferme"da ventennio italiota del secolo scorso e una carrettata di ma, se, forse, vedremo.

A poche centinaia di chilometri, verso ponente, se qualcuno osa spostare di un paio di anni in avanti la pensione, subito l'aria si fa irrespirabile e le città diventano simili a Beirut. Non è una questione geografica, ma di DNA. Loro hanno dentro il '79 e il '48, noi qualche oliva farcita, pizzette e decilitri di spritz. Siamo terra di mugugni sommessi per non farci scoprire dai reggicoda delle tre decine di famiglie che dettano i tempi del quotidiano. Il buffo sta nel fatto che quasi tutti lo sanno e nessuno fa nomi e cognomi, come nella saga dei Corleone.

Vi dirò, a me questo "stallo movimentato" non dispiace, anzi mi stuzzica a ipotizzare il prossimo futuro, quando si ritireranno i ministri eletti al cui seguito si intravede già il deserto. E allora?

Fermarsi un attimo a ripensare il presente al posto di "puntare" le convenienze, a cosa lasceremo oltre la montagna di rifiuti sulla quale stiamo seduti, che siamo i predatori più temibili del pianeta sarebbe già un esercizio utile, senza scomodare e pagare dazio alla sterminata truppa di psichiatri e psicologi.

Insomma un "ricominciare" che in questo caso non significa tornare indietro.


martedì 28 marzo 2023

Il lupo, l'agnello e il mostro

 Dal Corriere del Ticino del 27.03.2023

l lupo, l’agnello e il mostro

Silva Martinelli, Ponte Tresa


Nella nostra società, sia per pigrizia che per mancanza di tempo, la mente umana non è più abituata ad approfondire i temi e si limita a un giudizio superficiale, suddividendo il mondo in buoni e cattivi.

L’immagine apparsa sul giornale di alcuni giorni fa del contadino dalla faccia triste e preoccupata che stringe al petto il candido agnellino indifeso avrà commosso centinaia di persone, ma mi piacerebbe sapere quante di loro, in occasione della «santa» Pasqua sbraneranno agnelli e capretti senza nessuno scrupolo, rimorso di coscienza o necessità di sopravvivenza. C’è da chiedersi: chi è il vero mostro su questo pianeta?