giovedì 25 novembre 2021

La democrazia svizzera e dintorni (Cantone Ticino)

 PSE, i favorevoli hanno cominciato e chiudono la loro campagna con le minacce ai referendisti



Ricordano tutti le prime battute della campagna referendaria sul PSE. Un gruppo di energumeni, tifosi del FC Lugano, avevano tentato di impedire la raccolta delle firme in occasione delle prime bancarelle organizzate a Lugano, minacciando coloro che raccoglievano firme.
La campagna sta ora volgendo al termine con la ripresa di queste minacce. L'autore di questo intollerabile gesto è l'ex-presidente del FC Lugano che, in un'intervista odierna apparsa sul giornale 20minuti, afferma che " Una cosa è certa: se il polo venisse bocciato sarebbe la fine anche di quei personaggi che in questi mesi hanno sostenuto il no, poiché avranno dei nemici per tutta la vita".
Bel modo di concepire il dibattito democratico: chi ha un'opinione contraria diventa un nemico a vita e si invita a decretare " la fine" per chi ha difeso il no. 
Speriamo che le cittadine e i cittadini di Lugano colgano la gravità di queste dichiarazioni e di queste minacce. E rispondano in modo adeguato esprimendo senza paura la loro opinione (qualsiasi essa sia). 
Che personaggi come Renzetti siano in prima fila sul fronte del sì non fa che mettere in cattiva luce questo fronte, i suoi veri interessi e il disprezzo che esso esprime (e ha espresso durante tutta la campagna) per qualsiasi forma di cultura democratica. 
Saper perdere dovrebbe essere uno dei primi insegnamenti di una vera cultura sportiva. Costoro hanno dimostrato, malgrado i proclami, di non conoscere nemmeno le basi di una vera cultura della sport, altro che polo sportivo!


Il segretariato MPS

domenica 7 novembre 2021

Donna libera




 Quella di:

Quanti uomini hai ucciso?"

"Uomini? Nessuno. Ho ucciso 309 fascisti." Lyudmila Pavlichenko 1916-1974

National History Day Documentary | Pavlichenko: Girl Sniper youtu.be/o7m-L-Xgt9w via

venerdì 29 ottobre 2021

La vita di un uomo qualunque

Come cazzo è possibile che ad un uomo piaccia essere svegliato alle 6.30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare, pisciare, lavarsi i denti e pettinarsi, poi combattere contro il traffico per finire in un posto dove essenzialmente fai un sacco di soldi per qualcun altro e ti viene chiesto di essere grato per l'opportunità di farlo?

Charles Bukowski, libro Factotum



mercoledì 27 ottobre 2021

giovedì 21 ottobre 2021

La socialdemocrazia e il popolo

 


Mi dispiace tanto, ma più di così non sono riuscita ad ottenere.

Non disperare e resisti, forse la prossima volta andrà meglio. 

mercoledì 6 ottobre 2021

Afghanistan 2021

 

Sotto il giogo imperialista nessuna liberazione della donna e nessuna laicità è possibile!

In Turchia, un tempo baluardo laicista fra i paesi musulmani, “Teoria” è una rivista politica che reca nella sua testata la massima “Lavoratori e popoli oppressi di tutto il mondo, unitevi”, il suo direttore è il giornalista Cemil Gözel, che sull’Afghanistan premette – ricordando un po’ la famosa tesi maoista – che “la fonte delle idee giuste è la pratica sociale: questo vale per tutti i paesi!”. Qual è quindi la pratica sociale che l’Afghanistan ha sperimentato negli ultimi 20 anni? “L’Afghanistan era un paese occupato dagli Stati Uniti, che avevano istituito uno stato fantoccio. Nelle condizioni di occupazione, l’Afghanistan non ha avuto l’opportunità di fare alcun passo avanti in termini di liberazione, indipendenza, unità nazionale e una lotta di classe che avrebbe indebolito l’imperialismo in tutto il mondo. Perché tutte queste dinamiche sono possibili solamente una volta vinta la guerra contro l’occupazione imperialista. Oggi l’Afghanistan, benché guidato dai talebani, è stato liberato dall’occupazione e lo Stato fantoccio imposto dagli americani è stato liquidato”.

Il carattere relativo del progresso

Gözel lo ribadisce a chiare lettere: “essere contro l’imperialismo è l’asse principale: non esiste liberazione, indipendenza o secolarizzazione sotto il giogo dell’imperialismo. La pratica sociale del mondo in via di sviluppo dimostra che il fattore che impedisce lo sviluppo degli Stati è l’imperialismo”. In questo contesto insomma definire se qualcosa è progressista o reazionario muta rispetto a dove avviene: un islamista in Europa è ovviamente reazionario, ma in Afghanistan è progressista in quanto lotta contro l’invasore, che è il problema principale del Paese. Ecco perché – insiste il direttore di “Teoria” – “ogni azione che faccia regredire l’imperialismo è progressista e rivoluzionaria. Questo è il fattore decisivo per noi. Indubbiamente, il benessere sociale e lo sviluppo dei diritti, ora che l’occupazione è finita, dovranno entrare nell’agenda politica futura dell’Afghanistan”. E infine l’affondo contro la sinistra europea che rifiuta di vedere l’imperialismo come asse principale: per Cemil Gözel tali critiche rappresentano un mero “orientalismo” che non aiuta la liberazione dei popoli e anzi: “sotto le loro critiche ai talebani ci sono timidi complimenti all’imperialismo”!

venerdì 1 ottobre 2021

Una nonna in fuga

 https://www.corriere.it/esteri/21_settembre_30/germania-ex-segretaria-nazista-96enne-scappa-evitare-processo-fermata-polizia-051175d2-2205-11ec-bc6c-99e19555fe91.shtml

Anche fra i fasci c'è chi ha le palle e chi no. La nonna non ha rispetto per lo stato del diritto finanziario? Beh, caffè pagato!